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domenica 3 giugno 2012

Mal di Sardegna

http://www.beppegrillo.it/2012/06/mal_di_sardegna/index.html

La Sardegna ha avuto una sfortuna, quella di essere stata colonizzata dallo Stato sbagliato. Pensate alla Corsica, ma è Francia. E' li davanti. Ti viene voglia di raggiungerla a nuoto. La Sardegna ha tutto per essere la perla del Mediterraneo. Il mare, il cibo, l'energia, la cultura, la gentilezza dei suoi abitanti che ti adottano dopo pochi giorni che vivi qui. Chi è stato in questa isola prende il Mal di Sardegna che lo costringe a ritornare. Questa terra che potrebbe vivere delle sue ricchezze naturali, di agricoltura, di pastorizia, di turismo è conquista dei capitali continentali. Spiagge e paesaggi incantevoli sono stati cementificati fino alla battigia da seconde case vuote, da alberghi, resort, parcheggi. La distruzione di un paradiso terrestre che l'Italia usa come pattumiera. A nord le spiagge sono state inquinate dal petrolio della E-On nel silenzio generale. Nel sud è prevista una colata di cemento nella meravigliosa Costa Verde. Vengono importate pecore dall'Est europeo spacciandole per originarie della Sardegna.
I sardi vengono picchiati a Cagliari se sfilano contro Equitalia, e a Civitavecchia, se osano sbarcare sul Continente. La Sardegna è trattata come una colonia in cui installare raffinerie a Sarroch, a Porto Torres. La Sardegna ha Cappellaci, un governatore indigeno, il figlio del ragioniere di Berlusconi, che prende ordini dagli occupanti. La Sardegna ha dieci miliardi di crediti verso lo Stato e ne deve quattro a Equitalia. I sardi devono pretendere che lo Stato onori i suoi debiti. La Sardegna è peggio dell'India ai tempi della rivoluzione di Gandhi sotto l'occupazione inglese. Agenti con elicotteri a copertura, come in un conflitto, sfrattano famiglie di contadini dalle loro case per non aver pagato delle cartelle di Equitalia. Cemento, sta diventando una piattaforma logistica di cemento.
La Giunta Regionale Sarda ha approvato il rinnovo, l'ampliamento e il rilascio di concessioni demaniali dei litorali sardi, in favore di strutture ricettive private. Ha svenduto il territorio dei sardi che per i prossimi sei anni dovranno pagare anche per fare il bagno nella loro terra. In Francia ci sono decine di chilometri di spiagge libere, toilette pubbliche custodite e docce gratuite, vigilanza di Polizia e Vigili del Fuoco, bike sharing per limitare il traffico. Cose che i sardi non possono neppure immaginare. Hanno fatto da poco una piccola rivoluzione conl'abolizione delle nuove province con un referendum, vedrete che se ne fregheranno, le faranno lo stesso in qualche modo. L'unica possibilità è che i sardi riprendano il controllo della loro terra votando dei concittadini che li rappresentano. Il MoVimento 5 Stelle è una possibilità, un movimento culturale che vuole restituire ai cittadini la sovranità, le decisioni.Fortza Paris!
Ps. In Sardegna, le elezioni comunali 2012 si terranno il 10 e 11 giugno. Sarò a Quartucciu (CA) domenica 3 giugno alle ore 19 in piazza del Crocifisso, per sostenere le liste civiche del MoVimento 5 Stelle.

venerdì 1 giugno 2012

Grillo rivolta il tavolo. Ora tutti, ma proprio tutti vogliono imitarlo

http://www.dazebaonews.it/italia/a-denti-stretti/item/10955-grillo-rivolta-il-tavolo-ora-tutti-ma-proprio-tutti-vogliono-imitarlo

Grillo rivolta il tavolo. Ora tutti, ma proprio tutti vogliono imitarlo
È incredibile quello che sta succedendo ai partiti italiani in vista delle prossime elezioni politiche. Dopo averlo sbeffeggiato, accusato di populismo, la sinistra grida che è uno di destra mentre per la destra è esattamente il contrario, insomma dopo avergli lanciato strali e dardi ardenti, ora, che i sondaggi danno il movimento 5 stelle ad oltre il 20% dei suffragi, tutti si ispirano a Beppe Grillo, tutti vogliono fondare liste civiche per arginare la deriva del voto, che li vedrebbe letteralmente maciullati.
Oggi Eugenio Scalfari (forse uno dei più accesi critici del comico-politico) dice, in un’intervista a «Il Fatto», che sarebbe auspicabile una lista civica guidata da Roberto Saviano in appoggio al Partito democratico. Questa mattina, a Roma, si è riunito il partito berlusconiano per esaminare qualcosa di molto simile: mettere insieme liste civiche «presentabili» (ma sarebbe meglio dire «digeribili») da un elettorato oramai stanco e sfiduciato, la cui rabbia verso la nomenclatura ha raggiunto la soglia di allarme.
Sfortunatamente per loro, i partiti non sono affatto credibili in tutta questa operazione. Non lo erano nel 1993, quando tifavano per il pool di magistrati della Procura di Milano, tanto da volerli addirittura candidare alle elezioni (un’operazione del tutto simile a quella di questi giorni), ma  non lo sono nemmeno adesso. Tanto è vero che alcuni illuminati ed onesti esponenti del Partito democratico, come, fra gli altri, Stefano Fassina si rifiutano di prendere in considerazione le liste civiche e dicono: «Saviano vuole candidarsi? Benissimo, lo faccia con il nostro partito».
Certo, i tentativi più ridicoli sono quelli di Berlusconi e della sua nomenclatura. Dopo che i loro esponenti stanno cercando in tutti i modi di affossare il disegno di legge anticorruzione, pensano di abbindolare gli elettori spingendo sul versante di candidature giovani e non compromesse con le malefatte del passato. Ma chi può credergli?
Ma che Beppe Grillo sia destinato a scombussolare ogni progetto lo dimostra l’intervista concessa al settimanale del «Corriere della sera», nella quale afferma senza tentennamenti di essere contrario a tutti i partiti. Lui vuole una democrazia «dal basso», insomma una «democrazia diretta», che si esprima sul web su tutte le questioni vitali. Secondo Grillo sarebbe necessario far esprimere i cittadini con referendum propositivi sulle grandi questioni ambientali, sulla vita materiale, sui megaprogetti come l’alta velocità. Beppe Grillo vuole una cosa che in Italia non è mai avvenuta: la rivoluzione.

Gioco d’azzardo: società evadono 98 miliardi e ricevono sconto del 96%

http://www.controcopertina.com/gioco-dazzardo-societa-evadono-98-miliardi-e-ricevono-sconto-del-96/

Gioco d’azzardo: società evadono 98 miliardi e ricevono sconto del 96%
Umberto Rapetto non è più un colonnello della Guardia di Finanza. Ufficialmente e formalmente si è trattato di dimissioni. In verità, pare che desse parecchio fastidio ai “poteri forti”, alla politica e alla criminalità organizzata. Per questo è stato “gentilmente invitato”  a farsi da parte.
“Chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno dato fiducia, ma sono stato costretto a dare le dimissioni“, ha scritto su Twitter l’ex colonnello. ”Qualche modulo e una dozzina di firme sono bastati per cancellare 37 anni di sacrifici e di soddisfazioni”, ha aggiunto il militare qualche ora dopo. Parole più che eloquenti.
Ma chi è Umberto Rapetto? Per i più si tratta di un nome insignificante. Eppure siamo di fronte a un super esperto di informatica e lotta alle frodi. Autore di numerose pubblicazioni, è anche docente universitario. Gli Stati Uniti ce lo invidiano.
Le sue competenze e la sua intensissima attività hanno consentito al nostro Stato di individuare migliaia di evasori fiscali. Peccato che poi le somme concretamente recuperate sono minime. Per cinque anni, Rapetto ha seguito tutti i componenti delle organizzazioni che gestivano il gioco d’azzardo in Italia senza pagare le imposte. Finchè un giorno, ha chiuso il dossier, facendolo arrivare ai carabinieri: ha fatto arrestare quindici persone. Rapetto si è presentato in giudizio con migliaia di pagine di prove e con conti precisi: le società dei videopoker sotto accusa devono allo Stato di 98 miliardi, 456 milioni, 756 mila euro.Cifra mostruosa, superiore persino alle ultime quattro manovre finanziarie messe assieme. Gli imputati  che sono stati tutti condannati penalmente hanno patteggiato, anche se Rapetto era contrario: il colonnello sosteneva che dovevano restituire fino all’ultimo centesimo di euro.  Alla fine i giudici si sono rivolti alla Corte dei Conti la quale ha preso atto della condanna penale della Cassazione e ha imposto agli imputati il pagamento di appena 2,5 miliardi di euro. Lo sconto è di quelli che nemmeno nel più pazzo dei supermercati:  96,5%! Qualcuno ne ha parlato in tv? Ovvio che no, la farfallina di Belen, i dettagli delle cenette simpatiche di Arcore o il sole in Primavera sono argomenti ben più importanti. Non è così?
In sintesi, l’attività del colonnello Rapetto consente di accertare 98 miliardi e mezzo di evasione fiscale da parte delle società che operano nel gioco d’azzardo. E che fa lo Stato? Concede uno sconto del 96,5%! Già, perché se a non pagare le imposte è un piccolo imprenditore o un normale cittadino, si interviene con i carri armati. Se a evadere sono le grandi società, si va coi guanti, c’è il super premio. Quel premio che non c’è stato per Rapetto. Costretto a dimettersi perché faceva fin troppo bene il proprio mestiere. Proprio sicuri che una Repubblica in cui l’immoralità è la norma debba essere festeggiata? Fate voi.

mercoledì 30 maggio 2012

Honi soit qui mal y pense - Gianroberto Casaleggio

http://www.beppegrillo.it/2012/05/honi_soit_qui_mal_y_pense/index.html

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"Caro direttore,
le scrivo in merito al mio ruolo nel MoVimento 5 Stelle. Nel 2003 ho lasciato la mia posizione di amministratore delegato in Webegg di Telecom Italia, un gruppo multimediale che si occupava di consulenza e di applicazioni internet, e ho fondato con altri soci la Casaleggio Associati, una società di strategie di Rete. Internet è un tema che mi appassiona e di cui mi occupo dalla metà degli anni 90. Ho cercato di comprenderne le implicazioni sia nel contesto sociale che in quello politico che in quello della comunicazione. Io credo sinceramente che la Rete stia cambiando ogni aspetto della società e cerco di prevederne gli effetti. Ho scritto molti articoli e alcuni libri sulla Rete. Nel 2004 Beppe Grillo ne lesse uno: «Il Web è morto, viva il Web», rintracciò il mio cellulare e mi chiamò. Lo incontrai alla fine di un suo spettacolo a Livorno e condividemmo gran parte delle idee.
In seguito progettammo insieme il blog beppegrillo.it, proponemmo la rete dei Meetup (gruppi che si incontrano sul territorio grazie alla Rete), organizzammo insieme i Vday di Bologna e di Torino, l'evento Woodstock a 5 Stelle a Cesena e altri incontri nazionali, come a Milano dove, il 4 ottobre 2009, giorno di San Francesco, al teatro Smeraldo prese vita il MoVimento 5 Stelle. A chi si chiede chi c'è dietro Grillo o si riferisce a «un'oscura società di marketing» voglio chiarire che non sono mai stato «dietro» a Beppe Grillo, ma al suo fianco.
Sono in sostanza cofondatore di questo movimento insieme a lui. Con Beppe Grillo ho scritto il «Non Statuto», pietra angolare del MoVimento 5 Stelle prima che questo nascesse, insieme abbiamo definito le regole per la certificazione delle liste e organizzato la raccolta delle firme per l'iniziativa di legge popolare «Parlamento Pulito» e le proposte referendarie sull'editoria con l'abolizione della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici. Inoltre abbiamo scritto un libro sul MoVimento 5 Stelle dal titolo «Siamo in guerra» firmato da entrambi. In questi anni ho incontrato più volte rappresentanti di liste che si candidavano alle elezioni amministrative, per il tempo che mi consentiva la mia attività, per offrire consigli sulla comunicazione elettorale.
Non sono mai entrato nell'ambito dei programmi delle liste, né ho mai imposto alcunché. A chi mi ha chiesto un consiglio l'ho sempre dato, ma in questo non ci trovo nulla di oscuro. Mi hanno attribuito dei legami con i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs con cui non ho mai avuto nessun rapporto, neppure casuale. Dietro Gianroberto Casaleggio c'è solo Gianroberto Casaleggio. Un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta forse anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive. Sono stato definito il «piccolo fratello» di Beppe Grillo, con riferimento al Grande fratello del romanzo «1984» di George Orwell. È evidente che non lo sono. La definizione contiene però una parte di verità. Grillo per me è come un fratello, un uomo per bene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale. Per il resto, «Honi soit qui mal y pense». "
(*) Gianroberto Casaleggio, lettera pubblicata sul Corriere della Sera del 30 maggio 2012

martedì 29 maggio 2012

Bollette salate? La colpa è delle fonti fossili


Nell'ultimo decennio le bollette elettriche degli italiani sono aumentate di 177 euro a famiglia. Come emerge da un dossier di Legambiente, però, responsabile dell'aumento è la nostra dipendenza dalle fonti fossili e dai giacimenti esteri. Le rinnovabili, invece, pesano solo per il 13%.
di Legambiente http://www.ilcambiamento.it/energie_alternative/aumento_bollette_elettriche_fonti_fossili_legambiente.html

Gli importi delle bollette elettriche degli italiani, nell’ultimo decennio, sono aumentati notevolmente. Secondo i dati dell’Autorità per l’energia, la spesa annua delle famiglie per l’elettricità è cresciuta del 52,5% tra il 2002 e il 2012, passando da 338,43 a 515,31 euro. Un aumento, cioè, di 176,88 euro a famiglia. La colpa, però, non è delle rinnovabili ma dell’andamento del prezzo del petrolio e della nostra dipendenza dall’estero per le importazioni di fonti fossili. Del resto siamo un Paese che importa il 97% del petrolio, gas e carbone utilizzati e che non dispone di significativi giacimenti.


Nell'ultimo decennio le bollette elettriche degli italiani sono aumentate di 177 euro a famiglia
Undossier di Legambiente fa chiarezza sull’aumento delle bollette elettriche. E corregge il tiro rispetto alle notizie circolate negli ultimi mesi rispetto ai costi delle rinnovabili, e in particolare del fotovoltaico.

Siamo un Paese che importa il 97% del petrolio, gas e carbone utilizzati e che non dispone di significativi giacimenti
Come mostrano bene i grafici elaborati dall’associazione, l’aumento delle bollette delle famiglie segue esattamente l’andamento della voce “energia e approvvigionamento”, ossia quella legata alle importazioni di fonti fossili e alla loro trasformazione in energia elettrica. Nelle bollette, questa voce è, infatti, semplicemente decollata, passando da 106,06 euro a 293,96: esattamente 187,36 euro in più a famiglia, con un aumento del 177,2%.
È vero che è cresciuto anche il costo delle fonti pulite. Secondo i dati aggiornati dell’Autorità per l’energia, in questo mese di maggio si può stimare una spesa annua in bolletta legata alle fonti rinnovabili di 67 euro, pari al 13,1%, dei complessivi 515 euro che mediamente paga una famiglia italiana.
“Va tenuto d’occhio anche questo aumento – commenta Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente – ma è uno strabismo e una chiara ipocrisia lanciare allarmi sulle rinnovabili ignorando l’87% della bolletta e le ragioni degli aumenti di questi anni. Se si vuole veramente aiutare le famiglie e le imprese, occorre ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dall’estero e premiare, invece, gli investimenti in efficienza energetica e sviluppo delle rinnovabili. Oltre a fare in modo che il mercato dell’elettricità funzioni veramente, verificando che la concorrenza nell’offerta ci sia veramente e premiando le tecnologie più efficienti”.

Per ridurre le bollette elettriche la prima cosa da fare è proprio continuare nello sviluppo delle rinnovabili
Legambiente chiede alle Regioni – che mercoledì prossimo saranno riunite in conferenza Stato-Regioni proprio per discutere deiDecreti del Governo - di battersi per evitare che si fermi lo sviluppo del solare, dell’eolico e delle altre rinnovabili.
Infatti, per ridurre le bollette elettriche, secondo l’associazione ambientalista, la prima cosa da fare è proprio continuare nellosviluppo delle rinnovabili. Perché produrre energia rinnovabile da sole, vento, biomasse, acqua, geotermia permette di sostituire importazioni e produzione da fonti fossili. Il secondo passo è fare pulizia tra le voci che concorrono a formare il costo in bolletta.
Un esempio sono i diversi oneri che si pagano nella voce “oneri generali di sistema” per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per i regimi tariffari speciali alle Ferrovie, ma anche tutti i sussidi legati alle fonti 'assimiliate' e quindi inceneritori e raffinerie. Il terzo intervento necessario riguarda la garanzia di una vera concorrenza nel mercato elettrico, in modo da controllare ed evitare cartelli sui prezzi. Infine, occorre premiare i risparmi realizzati da aziende e famiglie.

LIBERA CORRUZIONE IN LIBERO STATO

http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/28/libera_corruzione_in_libero_stato.html

di Claudio Donini 

Il pantano della politica si nutre proprio di corruzione, e avidamente anche, se ne ciba a piene mani. Il prodotto italiano che fa più paura è proprio questo, tiene lontano gli investitori, fa aumentare i costi in maniera esponenziale, peggiora i servizi a discapito dei cittadini e non solo

user-picLa corruzione è il male non oscuro del nostro paese, la piovra che affonda l'economia nell'interesse di pochi. 

Non si tratta della parodia di una famosa piece teatrale, purtroppo. E' proprio l'esegesi di ciò che sta accadendo nel nostro parlamento, e cioè una resistenza accanita e senza quartiere all'approvazione della legge anticorruzione. Bisogna sapere che si tratta di una direttiva europea già approvata da anni in tutti i paesi dell'Unione, tranne il nostro. Ma ora che l'onda dello sdegno popolare sta tracimando di fronte all'immorale melma della politica, il parlamento si è finalmente deciso ad affrontare la questione. Per approvare la legge? Certo che no, per fare ostruzionismo. "C'è troppa galera" si dice a destra, dimenticando di spiegarci in quale altro posto dovrebbero stare i ladri.

Ma per nostra fortuna il popolo dei mestieranti della politica non ha proprio capito che il crollo verticale nei consensi alle ultime elezioni amministrative è dovuto al dilagare della corruzione, del malaffare insomma. Sembra incredibile è vero, ma evidentemente la boria del potere logora la vista di chi ce l'ha, allontana cioè dal mondo reale, dal respiro della gente comune. Da qui il clima di antipolitica feroce che attraversa il paese e il successo dei "Grillini", criticati, osteggiati, derisi proprio perché fanno paura, tanta paura, rappresentano la protesta che monta inesorabile, il rischio concreto è di esserne travolti, di perdere il potere. A me sembra del tutto chiaro, a questo punto e se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il pantano della politica si nutre proprio di corruzione, e avidamente anche, se ne ciba a piene mani, non potrebbe vivere senza questo tessuto malavitoso che permea tutta la società, capillarmente, favorito proprio dalla testa del sistema. Il prodotto italiano che fa più paura è proprio questo, tiene lontano gli investitori, fa aumentare i costi in maniera esponenziale, peggiora i servizi a discapito dei cittadini e non solo.

Intanto dalla Carinzia, la regione austriaca di confine, partono telefonate agli imprenditori del Nord Est per invitarli a trasferire le loro aziende in Austria. Cosa offrono? Semplice normalità, nulla più, hanno solo pensato di esportare normalità, a nostro discapito. Ora la delocalizzazione non è più solo verso paesi a basso costo ma anche verso quelli che offrono semplice trasparenza, bassa burocrazia, efficienza, e questo è anche peggio. Si pensi che in Francia, paese in cui la corruzione è senz'altro un problema meno grave che da noi, ogni parlamentare è tenuto a rispettare un codice deontologico basato su solidarietà e collegialità, concertazione e trasparenza, imparzialità, disponibilità, integrità ed esempio. Un esempio che al di qua delle Alpi, nel nostro immaginario collettivo insomma, è ormai completamente inondato dalle moltitudini dei Cetto Laqualunquementre le figure dei Sandro Pertini sono ormai parte dell'olimpo dei miti e degli eroi, appartengono alla leggenda insomma, sommersi dalle incrostazioni spesse della memoria.

E fu così che a noi restò solo crisi e cassa integrazione, mentre le riforme, quelle vere, restano nel mondo della filosofia e anzi, forse sono pure tossiche. Ma il profeta disse "in tenebris lumen", che per noi il grande de Andrè contò come "dal letame nascono i fior", è questa la speranza che ci resta, e noi come cittadini, dobbiamo e possiamo farlo valere nella cabina elettorale, questo è l'impegno a cui siamo chiamati, perché il momento è adesso. 

venerdì 25 maggio 2012

E ORA... REFERENDUM PROPOSITIVO

http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/25/e_ora_referendum_propositivo.html

di Paolo De Gregorio 
E' ora di trasformare le prossime elezioni politiche in un pronunciamento popolare su pochi punti che i partiti attualmente al potere non hanno la minima intenzione di toccare

user-picVisto che al "popolo sovrano" non è concesso lo strumento democratico del Referendum propositivo, è ora di trasformare le prossime elezioni politiche in un pronunciamento popolare su pochi punti che i partiti attualmente al potere non hanno la minima intenzione di toccare. 

Non si parte da zero, ma da quel 57% di italiani che l'anno scorso hanno votato contro il nucleare, l'acqua privata, l'impunità per Berlusconi, determinando di fatto il declino del sultano (dopo 20 anni che nei vari Referendum proposti non si era mai raggiunto il "quorum"). 
E dal Movimento 5 stelle che fa saltare equilibri ventennali ed è vincente sul terreno di conquistare una democrazia diretta, partecipata, trasparente, senza privilegi di casta, senza ladri e condannati in Parlamento, senza professionisti a vita della politica che hanno creato cricche inamovibili e intelligenza con le varie mafie, Vaticano, massonerie, servizi deviati.

La maggioranza assoluta della nostra classe dirigente è in servizio permanente effettivo da decine di anni, non ha la minima intenzione di sloggiare e tanto meno rinunciare a stipendi sontuosi, vitalizi indecenti (se paragonati alle pensioni di chi ha faticato tutta la vita in fabbrica). Non vogliono rinunciare al finanziamento pubblico ai partiti, non vogliono rinunciare alla lottizzazione della RAI (trasformata da "servizio pubblico" in servizio ai partiti).

Vorrei che nelle prossime elezioni politiche vi fosse una organizzazione o un movimento che si rivolgesse a quel 57% di italiani vittoriosi negli ultimi Referendum chiedendo loro la maggioranza assoluta dei voti per poter promulgare le seguenti leggi:

-ineleggibilità per chi ha ricoperto la carica di deputato o senatore per più di due legislature (retroattiva)
-il Parlamento non è l'Inps e non eroga vitalizi. Ogni deputato o senatore in carica ha diritto, per il periodo passato in Parlamento, a vedersi riconoscere i versamenti pensionistici normalmente versati per la propria attività.
-è abolito il finanziamento pubblico ai partiti e ai giornali. Il Movimento 5 stelle ha dimostrato che si può fare politica senza soldi, basandosi su autofinanziamento e militanza volontaria
-il direttore generale della RAI, con tutti i poteri, deve essere eletto (dai cittadini che pagano il canone), attraverso regolari elezioni da abbinare a politiche o amministrative, scelto tra personalità indipendenti da partiti, religioni, gruppi economici o finanziari -una nuova legge elettorale, con primarie e preferenze, proporzionale a doppio turno (sul modello di quella per le elezioni dei sindaci, con ballottaggio) dove si taglino i costi della politica vietando manifesti, spot TV o sui giornali, autorizzando solo il porta a porta, con diffusione scritta del proprio programma politico e comizi in spazi messi gratuitamente a disposizione dai Comuni.

L'attuale sistema partitocratrico può essere affondato solo con questo mezzo: trasformare le prossime elezioni politiche in un Referendum propositivo di queste leggi e, una volta in vigore, si dovrebbe tornare a nuove consultazioni con le nuove regole. Sono tutte regole di ordinaria democrazia, ma sono viste come la peste bubbonica da una autentica antipolitica, chiusa nelle cricche e nel Palazzo, gonfia di soldi e privilegi, fattasi CASTA e oligarchia, imbullonata alle poltrone.

Bisogna volare alto! Anche con un Movimento 5 stelle al 20% non si riuscirebbe a cambiare nulla, occorre la maggioranza.
Bisogna affidarsi al buon senso degli italiani di cui solo il 4% ha stima degli attuali partiti e dare fiducia al restante 96% che desidera che le cose cambino veramente.